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Beppe Tenti - Overland - www.fiereesalonidellibro.com


BEPPE TENTI - OVERLAND

Gli avevo regalato il Piccolo manuale di sopravvivenza di Francis Galton e, l’anno dopo, L’arte di viaggiare dello stesso autore. un libro la cui traduzione mi ha impegnata per un anno. Gli ho detto che mi sarebbe piaciuto ricevere una sua impressione su come era cambiato il modo di viaggiare da allora ad oggi, secondo la sua lunga esperienza e, se lo desiderava, di raccontare un episodio che aveva vissuto che ricordasse in qualche modo  uno di quelli descritto da Galton.
Non ha ritenuto di accontentarmi e allora provo a farlo io.   
Anche oggi non è facile viaggiare in ambienti difficili. La pioggia eccessiva, la neve, i guati ai mezzi di trasporto, gli incidenti causati dalle strade dissestate, gli animali non collaborativi durante le escursioni o le scalate, le pessime guide, i problemi alla dogana, le lungaggini burocratiche, le interminabili attese nelle stazioni ferroviarie o degli autobus, che partono solo quando sono strapieni, gli sguardi poco amichevoli, i furto dell’attrezzatura, le richieste di soldi e bustarelle, il tormento degli insetti, le intossicazioni alimentari o le altre malattie possibili, la polvere, il caldo eccessivo, il freddo eccessivo… Ma, come abbiamo visto in Overland, sono disagi che non sono neanche lontanamente paragonabili a quelli affrontati in Africa o in Asia dai viaggiatori del passato. Oggi la tecnologia offre un grande aiuto e gli attrezzatissimi mezzi di trasporto alleviano le fatiche.
I Ford Expedition 4x4 videocamere il GPS, il segnale wi-fi al posto della semplice bussola, gli iPad e quant’altro…       
 
Se ad esempio mettiamo a confronto uno dei loro viaggi  con la spedizione di Burton e Speke in Africa alla ricerca delle sorgenti del Nilo. Un anno di viaggio in mezzo a quella che oggi è la Tanzania e che allora – nel  - era wilderness unmapped, fra tribù ostili e con ogni sorta di malattie tropicali, un vero inferno. Dovevano sopportare delle sofferenze indicibili, ad entrambi si sono gonfiati gli occhi per un’infezione, Speke era diventato cieco. Le gambe di Burton erano paralizzate come conseguenza della malaria e doveva essere trasportato in lettiga. Hanno endured ulcere, depressione, insonnia, accessi di febbre che li facevano delirare. Quando uno scarafaggio  beetle è entrato in un orecchio a Speke, lui ha provato ad estrarlo con un penknife, ma si è tagliato e la ferita si è infettata, dando origine a un tumore che lo ha reso sordo . Il tumore aveva scavato un buco fra il condotto uditivo e il naso e quando si soffiava l’orecchio emetteva un fischio tanto che le persone intorno ridevano.  

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